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    June 12

    La favola dei piccioni

    Vorrei fare una piccola introduzione a questo mio ultimo scritto che ora vi presento, ma mi rendo conto che non lo ritengo necessario. Pertanto ognuna delle persone che lo leggerà potrà trarne le conclusioni che riterrà più appropriate.

     La Favola dei piccioni

    Un giorno, in una zona secca ed arida, passò, svolazzando, un gruppo di piccioni. Era diverso tempo che, in quel luogo,  non pioveva nemmeno una goccia d’acqua, e i piccioni cominciavano a soffrire per la mancanza del liquido e il caldo torrido. Con le ultime forze rimaste, arrivarono nei pressi  di una cittadina, dove, per pura fortuna, trovarono una pozzanghera d’acqua torbida che si era salvata dal gran caldo grazie al fatto che si trovava all’ombra di un grande albero. Tutti i piccioni, scorta quella paradisiaca visione, volarono a gran velocità per raggiungerla e trovare finalmente un po’ di refrigerio. Così fu: appena arrivati, cominciarono ognuno chi a bere, chi a sciacquarsi per togliersi la polvere di dosso e rinfrescarsi, cosicché tutti ne godettero. Tutti tranne due. Per volere del piccione più forte, infatti, soltanto due di loro non potevano nemmeno avvicinarsi al resto del gruppo e dovevano rimanere al di fuori del cerchio d’ombra dell’albero, pena l’essere beccati e graffiati violentemente dal capo-piccione. I due esclusi fecero parecchi tentativi per cercare anche loro di beneficiare almeno della frescura dell’ombra, ma il capo-piccione era, inspiegabilmente, irremovibile e continuava a cacciarli con violenza. Dopo poco, un bambino che passava da quelle parti, vide fallire l’ennesimo tentativo dei due esclusi e, in un impeto di giustizia e generosità, decise di aiutarli: si chinò per raccogliere un sasso da terra e, con l’aiuto di una fionda, colpì il capo-piccione uccidendolo. Per qualche istante, tutti i piccioni, compresi i due esclusi, rimasero attoniti senza sapere cosa fare. Dopo poco, però, cominciarono tutti a darsi alla pazza gioia, buttandosi a capofitto nell’acqua e, così facendo, sprecandola. Quando ne rimase a malapena per dissetarne qualcuno, tutti si fermarono rendendosi conto di ciò che avevano fatto. A quel punto si scatenò una lotta senza quartiere e tutti i piccioni si combattevano l’un l’altro per accaparrarsi la poca acqua rimasta. Si beccarono, si graffiarono e si ferirono con una tale ferocia che di lì a poco morirono tutti, chi direttamente e chi a causa delle ferite.

     

    Morale: non sempre ciò che ai nostri occhi appare malvagio, rappresenta necessariamente il male peggiore.

     
     
    Il Creatore

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